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Lo scorso anno ho vissuto la mia prima esperienza di supporto alla realizzazione di un progetto Capolavoro (clicca sul link per leggere l’articolo —> CHE CAPOLAVORO! – Mele Giuseppe) e mai avrei pensato che il tema del volontariato di Protezione Civile avrebbe riscosso interesse da parte di altri studenti per la creazione di nuovi elaborati. Mi sbagliavo.

Giusto per fare un ripasso il Capolavoro, come specifica il Ministero dell’Istruzione e del Merito, è un servizio digitale sperimentale attraverso cui gli studenti possono caricare, in forma di bozza, un’opera che ritengono particolarmente significativa e importante per il loro percorso scolastico. I docenti avranno poi la possibilità di visualizzare l’elaborato sul sito unica.istruzione.gov.it. Il Capolavoro è un prodotto di qualsivoglia tipologia che sia rappresentativo dei progressi e delle competenze acquisite dallo studente. L’importante è che sia originale e che raffiguri al meglio un percorso del singolo alunno, scolastico o extra scolastico, qualcosa in cui crede e che conosce meglio.  Il Capolavoro ricopre un ruolo fondamentale nel percorso di autovalutazione e orientamento, in quanto aiuta lo studente a riflettere attentamente e criticamente sul percorso svolto e sui risultati progressivamente raggiunti.

Qualcosa in cui crede e che conosce meglio…sottolinea il MIUR.

Se c’è qualcosa in cui Matteo Bonelli, studente della classe 3^ P indirizzo Servizi Culturali dello Spettacolo (SCS) dell’Istituto “Luigi Bazoli – Marco Polo” di Desenzano del Garda (BS), crede e che conosce come le sue tasche, è il volontariato in Protezione Civile. Il suo percorso è stato quasi naturale, poiché sin da quando era praticamente un bambino ha frequentato la nostra sede insieme a suo padre Paolo, caposquadra e referente del gruppo radio e telecomunicazioni. Tra un videogioco e una corsa in bici il suo sguardo non ha mai tolto l’attenzione alle esercitazioni del gruppo, alle emergenze e alla vita quotidiana delle attività necessarie a mantenere l’operatività. È stato un affascinato spettatore che ha scalpitato per anni, fino a quando non ha raggiunto l’età per diventare cadetto e ha potuto finalmente respirare l’essenza dell’attività di volontariato e si è immerso anima e corpo in questa avventura.

Detto questo, secondo voi qual è stato il primo pensiero di Matteo quando gli è stato chiesto di realizzare il progetto Capolavoro? Elementare Watson sentenzierebbe Sherlock Holmes. Ha voluto raccontare la sua esperienza da cadetto nel Gruppo Intercomunale di Protezione Civile “Colli Morenici”, un percorso che lo sta facendo crescere giorno per giorno da un punto di vista tecnico, grazie alla costante acquisizione di competenze specifiche, ma soprattutto sotto il profilo umano perché ha impresso nel suo DNA l’importanza di operare a favore della comunità nei momenti di difficoltà.

A qualcuno potrà sembrare una semplice tesina, un compito di scuola da archiviare in un cassetto. Per me è un progetto di grande valore perché è la rappresentazione concreta di un esempio da seguire per tanti ragazzi e per ogni cittadino.

Che dire Matteo…chapeau!   

Estratto dal Capolavoro


 Io e Matteo

Estratto dal Capolavoro

Father & Son

MATTEO BONELLI

Cadetto del Gruppo Intercomunale di Protezione Civile “Colli Morenici”